Partito dei Giovani (P.d.G.)

Finalmente è nata una forza giovane che vuole rinnovare il paese e sostituire l'attuale gerontocrazia che soffoca l'Italia.

Vday

lunedì 19 maggio 2008

TRAVAGLIO IN DIRETTA

passaparola

In Italia spira una brutta aria. Si è scivolati in un vero e proprio "regime" bipartizan che ha nella disinformazione di massa la sua punta di diamante con l'intento, fin ora ben riuscito, di tenere buona l'opinione pubblica, nascondendo la verità dei fatti o manipolandola.
Le poche voci di libertà fuori dal coro hanno le ore contate, almenoo in televisione. Una di queste è il giornalista Marco Travaglio verso il quale è partita una vergognosa campagna di delegittimazione attraverso la solita arma della diffamazione personale mediante raccolta di delazioni.
Beppe Grillo ogni lunedì alle ore 14:00 ospiterà Travaglio in diretta streaming sul suo blog. Chiunque potrà trasmetterlo in diretta dal suo blog seguendo le istruzioni.
Uno, mille, diecimila blog per una libera informazione. Passaparola.



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giovedì 24 aprile 2008

V2-DAY



Domani, 25 aprile 2008 Festa della Liberazione, si terrà il V2-Day sulla libera informazione in un libero Stato, organizzato da Beppe Grillo per raccogliere le firme per tre referendum:
1) abolizione dell'ordine dei giornalisti
2) cancellazione dei contributi pubblici all'editoria
3) abrogazione della legge Gasparri sull'emittenza radiotelevisiva

I banchetti per la raccolta delle firme sono
467 e sparsi per tutte le principali città d'Italia.
Un Paese senza memoria è destinato a ripetere i propri errori. Ma un Paese che vive di menzogne è destinato a non conoscere neppure i propri errori.

L'Italia è sommersa dalle menzogne e non ha più memoria: l'informazione di regime è il virus che l'ha ridotta così.

Il 25 aprile prendete la pillola rossa e firmate i referendum. In tutte le piazze d'Italia. V2-day. Libera informazione in libero Stato.

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mercoledì 20 febbraio 2008

DAL PARADISO NON TI CACCIA NESSUNO


La segreteria del P.d.G. ritiene importante diffondere tra i propri simpatizzanti l'intervista di Stefano Corradino a Bice Biagi, figlia del giornalista Enzo da poco scomparso, dopo le recenti dichiarazioni dell'on. Berlusconi su suo padre.
"Eravamo a casa in famiglia e stavamo festeggiando felicemente un compleanno. Un momento privato e dolce. Mentre spegnevamo le candeline alcuni colleghi ed amici ci hanno telefonato per riferirci delle dichiarazioni di Berlusconi. La prima reazione è stata di profonda amarezza, la consapevolezza che neanche il dolore riesce mai ad essere un fatto privato…"
Così Bice Biagi commenta l’intervista su Tv7 di Silvio Berlusconi (condotta da un prono ed accondiscendente Gianni Riotta, ndr) che ha di nuovo tirato in ballo il padre Enzo.
Partiamo dalla dichiarazione. Berlusconi ha detto “mi sono battuto perché Biagi non lasciasse la televisione ma alla fine ha prevalso il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato”…
Per prima cosa è stata una transazione e non una liquidazione. Lui non voleva portare la Rai in Tribunale. Secondo: se proprio la vogliamo mettere sul piano meramente economico il Berlusconi imprenditore sa che ci avrebbe guadagnato di più restando a lavorare lì.
Era un pò che Berlusconi non ritornava sull’episodio dell’editto bulgaro.
Non ne sentivamo la mancanza. Ci aveva fatto tirare un sospiro di sollievo l’appello del presidente Napolitano, grande amico di nostro padre, ad abbassare i toni in campagna elettorale. Mi sembra a questo punto che per Silvio Berlusconi poco contino le parole del Capo dello Stato.
La vostra prima reazione: più rabbia o amarezza?
Rabbia, indignazione, e dolore… La rabbia per le tante falsità pronunciate e per il pensiero che si possa sparlare di una persona che non c’è più per meri fini elettoralistici.
Magari rettificherà nei prossimi giorni…
Spero ci risparmi l’ennesima imbarazzante affermazione “sono stato frainteso”. Piuttosto chieda scusa per una persona che non c’è più.
Vi appellerete al diritto di replica in tv?
Vedi, nostro padre non era un antiberlusconiano ma un democratico. Un uomo che ha combattuto contro le ingiustizie, e l’arroganza del potere, molto prima di conoscere Silvio... Continuare a dire le stesse cose e credere in quei valori per noi è il modo migliore per rispondere a Berlusconi... E poi la risposta più autentica e che ci incoraggia a continuare viene dalle donne e dagli uomini che ieri ci hanno fermato per la strada, in un supermercato o in autobus per esprimerci la loro solidarietà. Questo è quello che Enzo avrebbe apprezzato di più.
Si sta concretizzando il progetto di una Fondazione a lui dedicata nella città di Reggio Emilia. Un luogo per non perdere la memoria.
Non solo, il progetto a cui si sta lavorando è quello di una sede dove studenti, ricercatori, docenti, professionisti potranno consultare e studiare l'esperienza di un giornalista e scrittore che ha attraversato un secolo. Una iniziativa per accendere e suscitare nei giovani - attraverso l'istituzione di dottorati, borse di studio, premi nazionali, master e incontri con personalita' di rilievo - quell'interesse critico e quella curiosita' che hanno sempre contraddistinto il lavoro di Biagi.
Ha intervistato personaggi come Primo Levi, Pier Paolo Pasolini, Robert Kennedy, Henry Kissinger... solo per citarne alcuni. Importanti lezioni di giornalismo per i giovani che volessero intraprendere la sua stessa carriera.
Le interviste sono centinaia, raccontano la storia del mondo e del secolo che ci siamo lasciati alle spalle. Molte le vedremo su Raitre a partire dal 5 marzo prossimo, in un primo ciclo di otto puntate dedicate proprio alle sue interviste più importanti.
Immaginiamo che Enzo abbia ascoltato da lassù l’intervento del Cavaliere sulla sua liquidazione.
Con la consueta ironia e una battuta delle sue lo avrebbe elegantemente “liquidato”…

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mercoledì 24 ottobre 2007

IL BAVAGLIO AI BLOG


I fondamenti della Democrazia in Italia sono in pericolo.
L'oligarchia geriatrica, partitocratica ed illiberale che domina il paese attraverso un meccanismo di autoreferenzialità e bieco clientelismo è infastidita dal dissenso che il popolo degli italiani onesti, fuori dai giochi e dagli intrallazzi, ha iniziato a manifestare apertamente da alcuni mesi.
Dissenso espresso attraverso l'ultimo strumento di informazione libera e non controllata, il WEB che aggira il pressante controllo sui media: infatti, l'informazione tradizionale (carta stampata, radio, TV) che dovrebbe essere il "cane a guardia del potere" è talmente paludata ed organica alla casta politica da essere a volte addirittura più "lealista del re".
Ed i pochi esempi di stampa libera e giornalisti indipendenti vengono tacciati di faziosità e devono lottare per continuare il proprio lavoro con la necessaria visibilità.

Invece di risolvere qualcuno dei tanti problemi che attanagliano l'Italia, il potere politico si dedica, invece, a limitare il confronto democratico pensando che le espressioni di dissenso e critica vadano cancellate, perchè possibili minacce al sistema politico ed ai suoi privilegi.
Ecco allora che l'attuale governo di centrosinistra, già distintosi per il vergognoso indulto, approva in consiglio dei ministri, il 12 ottobre scorso all'unanimità il disegno di legge sul riordino della legislazione nel settore editoriale (
il DDL) , scritto da un fedelissimo di Prodi, il deputato ulivista e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi (classe 1949).
La legge Levi-Prodi, nell'attuale enunciazione, potrebbe avere la conseguenza, se applicata alla lettera, che chiunque abbia un blog o un sito sia obbligato a registrarlo al ROC, un Registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
Un vero e proprio bavaglio per tutti coloro che esprimono e condividono la propria opinione sulla rete, una forma chiara di censura alla libertà d'espressione, in palese contrasto con l'art.21 della nostra Costituzione.
Se il provvedimento venisse varato e diventasse effettivo l’indipendenza della rete verrebbe minata e, soprattutto anche un adolescente con un piccolo blog dovrebbe pagare l’iscrizione al ROC per poter continuare ad esercitare la propria libertà di pensiero e di espressione.
Per questo il Partito dei Giovani (P.d.G.) esprime il suo netto dissenso nei confronti di questa legge ed invita il popolo dei giovani a firmare la petizione on line (
firma anche tu) contro di esso ed a diffonderla il più possibile tra i propri amici, anche collocando il banner della petizione sul proprio sito, sul proprio blog o nella propria firma elettronica.


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