Partito dei Giovani (P.d.G.)

Finalmente è nata una forza giovane che vuole rinnovare il paese e sostituire l'attuale gerontocrazia che soffoca l'Italia.

Vday

martedì 28 ottobre 2008

MA I GIOVANI?


Il Partito Democratico ha fatto la sua grande manifestazione.
Annunciata da mesi, Veltroni ha riempito il Circo Massimo e subito si è creata la solita polemica sui numeri e sulle persone presenti. Certo è che sparare 2 milioni e mezzo di partecipanti non è un grande segno di serietà da parte del leader del PD.
Non brilla nemmeno il leader del PDL ed attuale presidente del consiglio Berlusconi che mostra chiaramente tutta la sua scarsa sopportazione verso le opposizioni che si ricordano ogni tanto di fare il proprio mestiere...
Veltroni prima strappa con Di Pietro, ma poi converge verso le sue posizioni (e sottoscrive l'accordo con l'IDV in Abruzzo per le Regionali) che d’altra parte sono giustificate dal fatto che esiste una maggioranza al governo convinta non di aver vinto delle libere (?) elezioni democratiche, ma di aver conquistato il potere.
Di Pietro seppur con toni e forme non sempre “auliche” fa opposizione dura, perché ha colto bene l’essenza di questo Governo e della sua maggioranza parlamentare di yes men: Berlusconi va tirato dentro una partita di rugby e non in un incontro di scherma se si vuole sperare minimamente di schiodarlo dalla poltrona di Palazzo Chigi.
Alla manifestazione di Roma però mancava una componente fondamentale, quella del movimento studentesco attualmente in agitazione contro la riforma Gelmini ed i tagli imposti da Tremonti a Scuola ed Università.
E non è un caso visto che, a suo tempo, il ministro diessino Mussi levò 80 milioni di Euro alla Ricerca per regalarli ai camionisti incavolati per il caro gasolio o il ministro Berlinguer fu liquidato appena provò ad inserire dei premi economici ai docenti basati solo su criteri meritocratici...
Certo, c’erano i giovani democratici a fare colore come sempre ci sono, ma qual è la loro incidenza sulle strategie del Partito? E, soprattutto, dove sta il turnover nella dirigenza? Basta vedere chi era in testa al corteo, per capire che di ricambio nemmeno a parlarsi…
In realtà i giovani come entità e categoria sociale è stata espulsa dalla politica da circa 15 anni ed in questo non c’è differenza tra Destra e Sinistra, se si possono ancora chiamare così dei contenitori eterogenei e sostanzialmente privi di un vero ideale e di un progetto politico discriminante.
I giovani sono, purtroppo, una massa priva di coscienza di sé e della potenza che potrebbero scatenare, dell’energia dei meglio anni che sarebbe in grado di rivoltare questo Paese paludato dalle fondamenta.
Relegati ai margini della società vivono in un limbo di sfiducia ed apatia, di disimpegno e disinteresse, si lamentano di non avere un futuro, ma non fanno nulla perché essi possano diventare artefici del proprio destino. La gerontocrazia decide per loro ed ovviamente non perde occasione per metterglielo in quel posto ogni volta che c’è bisogno.
I giovani guardano i Partiti con diffidenza e come non dovrebbero, vista la continua incoerenza e scarsa serietà della classe politica italiana e la totale assenza di politiche giovanili.
Ma la Politica autoreferenziale non ha bisogno di loro, ogni tanto ne coopta qualcuno nel ruolo di servo sciocco del padrone, ma per il resto approfitta alla grande di questa situazione continuando a banchettare del salone dei ricevimenti del Titanic…

Etichette: , , , ,

continua...

martedì 15 aprile 2008

ANCHE IN ITALIA CADE IL MURO DI BERLINO


Queste elezioni sono state veramente epocali (i risultati) consegnando al Paese un quadro politico totalmente nuovo con l’eliminazione della frammentazione partitica, che allinea l’Italia agli altri paesi d’Europa.
Onore a Silvio Berlusconi che stravince le elezioni politiche, per la terza volta in 15 anni, e dimostra - comunque la si pensi - di possedere grandi capacità.
La Lega Nord facendo leva su tematiche molto sentite al Nord come il federalismo fiscale, l’immigrazione e la sicurezza raccoglie un impressionante successo elettorale e diventa il terzo partito d’Italia, confermando di possedere un’organizzazione territoriale efficientissima e molto radicata, oltre ad un utilizzo sapiente del linguaggio, colorito ma oltremodo efficace.
Il Partito Democratico non sfonda al centro e, soprattutto, dall’inizio della campagna elettorale non recupera nemmeno un punto di distacco dal Popolo delle Libertà, circostanza chiaramente determinata dall'atteggiamento troppo soft di Veltroni mai in attacco diretto sull'avversario Berlusconi: nel 2000 il poco stimato Rutelli, tanto per intendersi, ridusse di ben 9 punti il gap dalla Casa delle Libertà!

Ottimo risultato dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che forte della sua coerenza e del suo linguaggio schietto supera il 4%, aumentando nettamente i propri deputati e triplicando il numero di senatori.
Davvero geniale Marco Pannella che, fiutata la mala parata, ha aderito al PD e seppur rinunciando al simbolo, si è garantito per 5 anni una rappresentanza parlamentare.
L’UDC di Casini mantiene il suo elettorato nonostante l'appello di Veltrusconi al voto utile, ma fuori dalle due principali coalizioni la sua forza parlamentare si riduce a 36 deputati e 3 senatori.
L’armata brancaleone della Sinistra Arcaboleno esce letteralmente demolita da questa tornata elettorale con un modestissimo 3% e, clamorosamente, non porta in parlamento nemmeno un rappresentante.
Sparisce, dopo 130 anni di storia, anche il Partito Socialista di Boselli che non arriva nemmeno all’1%.
Fuori sia dalla Camera che dal Senato anche la Destra di Storace e della Santanchè che avrebbero dovuto opporsi ben prima a Gianfranco Fini il cui intento di accettare l’annessione nel PDL era chiaro da tempo.
Velleitario il tentativo di Ferrara di portare in campagna elettorale il tema dell’aborto con la sua lista che raccoglie lo 0,37%.
Il tanto temuto astensionismo di massa non c’è stato, anche se comunque è aumentato del 3% incidendo, risultati alla mano, soprattutto a sinistra.
La prima valutazione da fare è che i due anni disastrosi del governo Prodi pesavano come un macigno sulla sinistra italiana ed era impensabile poter battere la coalizione PDL - Lega, rinforzata inoltre dal Movimento Per l’Autonomia di Raffaele Lombardo in Sicilia che è stato eletto, a furor di popolo, presidente della Regione col 65% dei voti!
Veltroni ha limitato i danni sganciandosi molto saggiamente dalla sinistra massimalista e mantenendo le storiche regioni rosse, ma perdendo Liguria, Campania e Calabria, con un avanzamento clamoroso della Lega in Emilia Romagna che sfiora l’8%.
Il PD non ha però intercettato quel voto moderato di indecisi che in Italia è l’ago della bilancia e sul quale contava molto per recuperare parte dello svantaggio.
Da questo punto di vista la scommessa del grande partito riformista è stato un flop e, probabilmente, l’origine risiede in un'iniziale valutazione errata: i moderati in Italia, infatti, non sono riformisti bensì conservatori, magari a parole auspicano le riforme, ma deve essere sempre qualcun altro ad ingoiare il primo boccone amore per cui al dunque si rifugiano nel voto verso chi, in quel momento, è in opposizione a colui il quale propone le riforme.
Un parte di italiani si rifiuta, oramai ad oltranza, di accettare la dura realtà di un Paese strutturalmente in declino e si è convinta che si possa continuare a vivere come si è sempre fatto per cui si affida a quelle forze politiche sostanzialmente conservatrici che dicono proprio quello che si vuol sentire ovvero che la situazione è soltanto passeggera e cagionata dal governo precedente.
La sinistra massimalista è stata spazzata via e, finalmente, come ha sagacemente detto Bobo Maroni, il muro di Berlino è caduto anche in Italia.
Tutta a casa la corte dei miracoli dei vari Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto, Giordano, Luxuria, Caruso che si sono dimostrati, fuori dalla logica di grande coalizione, quello che in realtà sono sempre stati ovvero generali senza eserciti.
Politici autoreferenziali che hanno goduto in questi anni di una sovraesposizione mediatica e che hanno ricattato in termini elettorali il centrosinistra, assicurandosi immeritate rappresentanze parlamentari ed incarichi di governo a go go.
Personaggi litigiosi ed irresponsabili, mai propositivi e bravi soltanto a pontificare, lamentarsi e dire di no.
Una sinistra lontanissima dalla gente e dai ceti più deboli, che per un anno è stata in grado di smaronare gli italiani su questioni tipo PACS e DICO delle quali non frega nulla al Paese reale che si alza tutti i giorni e va a lavorare .
Invece di concentrarsi sulla riforma della legge 100 sul lavoro, hanno votato il vergognoso indulto ed hanno boicottato il decreto legge di emergenza sulla sicurezza.
Sono stati in grado soltanto di crocifiggere a turno Prodi qualsiasi cosa facesse, generando nel Paese un senso profondo di sfiducia verso una persona onesta che ha risanato, tra mille difficoltà, i conti dello Stato.
Non hanno riformato la legge elettorale di cui ora sono stati vittime, non hanno fatto nulla riguardo il conflitto d’interesse di Berlusconi.
Una sinistra massimalista e comunista (ancora nel 2008!) ostinatamente arroccata su un concetto deviato di solidarietà a brache calate riguardo l’immigrazione e la sicurezza che oramai gli italiani, soprattutto, al Nord rifiutano categoricamente come dimostra il successo netto e dirompente della Lega.
Bertinotti, sparito nei due anni di presidenza della Camera, era ricomparso come leader di questo sgangherato carrozzone, pensando di infinocchiare per l’ennesima volta con la sua parlantina e le sue citazioni colte in francese gli elettori.
Ed invece, a furia di tirare la corda si è spezzata, ed ora avranno 5 lunghi anni per meditare sul loro operato.
Purtroppo tra le macerie finiscono anche le tematiche ambientaliste, trascinate nell’affondamento della barca da Pecoraro Scanio che è il primo responsabile non solo della fine dei Verdi, ma soprattutto del fatto che importanti questioni ambientali, loro cavallo di battaglia, sono state “sputtanate” e svilite da personaggi di tal guisa che hanno portato alla deriva verso posizioni massimaliste ed integraliste.
La totale assenza di coscienza ambientale a destra fa presagire 5 anni di tabula rasa, ma purtroppo questa è l’inevitabile conclusione di un percorso scellerato iniziato nel 1998...

Etichette: , , , , ,

continua...

mercoledì 20 febbraio 2008

DAL PARADISO NON TI CACCIA NESSUNO


La segreteria del P.d.G. ritiene importante diffondere tra i propri simpatizzanti l'intervista di Stefano Corradino a Bice Biagi, figlia del giornalista Enzo da poco scomparso, dopo le recenti dichiarazioni dell'on. Berlusconi su suo padre.
"Eravamo a casa in famiglia e stavamo festeggiando felicemente un compleanno. Un momento privato e dolce. Mentre spegnevamo le candeline alcuni colleghi ed amici ci hanno telefonato per riferirci delle dichiarazioni di Berlusconi. La prima reazione è stata di profonda amarezza, la consapevolezza che neanche il dolore riesce mai ad essere un fatto privato…"
Così Bice Biagi commenta l’intervista su Tv7 di Silvio Berlusconi (condotta da un prono ed accondiscendente Gianni Riotta, ndr) che ha di nuovo tirato in ballo il padre Enzo.
Partiamo dalla dichiarazione. Berlusconi ha detto “mi sono battuto perché Biagi non lasciasse la televisione ma alla fine ha prevalso il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato”…
Per prima cosa è stata una transazione e non una liquidazione. Lui non voleva portare la Rai in Tribunale. Secondo: se proprio la vogliamo mettere sul piano meramente economico il Berlusconi imprenditore sa che ci avrebbe guadagnato di più restando a lavorare lì.
Era un pò che Berlusconi non ritornava sull’episodio dell’editto bulgaro.
Non ne sentivamo la mancanza. Ci aveva fatto tirare un sospiro di sollievo l’appello del presidente Napolitano, grande amico di nostro padre, ad abbassare i toni in campagna elettorale. Mi sembra a questo punto che per Silvio Berlusconi poco contino le parole del Capo dello Stato.
La vostra prima reazione: più rabbia o amarezza?
Rabbia, indignazione, e dolore… La rabbia per le tante falsità pronunciate e per il pensiero che si possa sparlare di una persona che non c’è più per meri fini elettoralistici.
Magari rettificherà nei prossimi giorni…
Spero ci risparmi l’ennesima imbarazzante affermazione “sono stato frainteso”. Piuttosto chieda scusa per una persona che non c’è più.
Vi appellerete al diritto di replica in tv?
Vedi, nostro padre non era un antiberlusconiano ma un democratico. Un uomo che ha combattuto contro le ingiustizie, e l’arroganza del potere, molto prima di conoscere Silvio... Continuare a dire le stesse cose e credere in quei valori per noi è il modo migliore per rispondere a Berlusconi... E poi la risposta più autentica e che ci incoraggia a continuare viene dalle donne e dagli uomini che ieri ci hanno fermato per la strada, in un supermercato o in autobus per esprimerci la loro solidarietà. Questo è quello che Enzo avrebbe apprezzato di più.
Si sta concretizzando il progetto di una Fondazione a lui dedicata nella città di Reggio Emilia. Un luogo per non perdere la memoria.
Non solo, il progetto a cui si sta lavorando è quello di una sede dove studenti, ricercatori, docenti, professionisti potranno consultare e studiare l'esperienza di un giornalista e scrittore che ha attraversato un secolo. Una iniziativa per accendere e suscitare nei giovani - attraverso l'istituzione di dottorati, borse di studio, premi nazionali, master e incontri con personalita' di rilievo - quell'interesse critico e quella curiosita' che hanno sempre contraddistinto il lavoro di Biagi.
Ha intervistato personaggi come Primo Levi, Pier Paolo Pasolini, Robert Kennedy, Henry Kissinger... solo per citarne alcuni. Importanti lezioni di giornalismo per i giovani che volessero intraprendere la sua stessa carriera.
Le interviste sono centinaia, raccontano la storia del mondo e del secolo che ci siamo lasciati alle spalle. Molte le vedremo su Raitre a partire dal 5 marzo prossimo, in un primo ciclo di otto puntate dedicate proprio alle sue interviste più importanti.
Immaginiamo che Enzo abbia ascoltato da lassù l’intervento del Cavaliere sulla sua liquidazione.
Con la consueta ironia e una battuta delle sue lo avrebbe elegantemente “liquidato”…

Etichette: , , , ,

continua...

giovedì 7 febbraio 2008

NON CI RESTA CHE LA MADONNA DI LOURDES


La segreteria del P.d.G. ritiene importante diffondere tra i propri simpatizzanti la lettera aperta di Don Paolo Farinella che aiuta a riflettere su questo periodo davvero buio per la democrazia e la storia repubblicana.
"Genova, 04 febbraio 2008.
Non ci resta che la Madonna di Lourdes, nella speranza che almeno lei possa fare qualcosa per l'Italia dove Padre Pio protegge il clan Mastella, Santa Rosalia piange il cattolicissimo Cuffaro condannato a cinque anni per complicità in «mafia personalizzata» e Santa Agata di Catania si affida alla mafia per la sua onorata processione. Madonna di Lourdes, confidiamo in te!
In queste ore si sta consumando l'assassinio della democrazia, ma più ancora della decenza e della dignità di una Nazione.
Si va a votare, dopo appena due anni dalle elezioni perché deputati e senatori pagati 15 mila euro al mese (oltre al resto) per governare, non hanno saputo trovare il tempo per guadagnarsi lo stipendio. Pagati per governare, hanno spolpato la stessa parvenza della democrazia.
Andremo a votare, infatti, con la legge-porcata che ha espropriato il popolo dell'unica ragione che lo rende democratico: il voto. Ancora una volta saranno le mafie dei partiti a redigere le liste dei candidati che il popolo schiavo dovrà votare a piè di lista senza fiatare.
Il dramma e il ridicolo si fondano insieme: Berlusconi che ha voluto la legge-porcata per rendere coscientemente ingovernabile il parlamento e il Paese, ci è riuscito con la complicità dei partiti di ispirazione cristiana che preventivamente hanno fatto i gargarismi con l'acqua benedetta.
Ora con la stessa legge-porcata si avranno pseudo-elezioni che costeranno un patrimonio ai cittadini che premieranno chi ha reso ingovernabile l'Italia, dopo avere frodato il popolo con l'esportazione di capitali all'estero, con la frode del fisco, con l'occupazione delle tv private e di Stato, assolvendosi dalla corruzione con le leggi su misura fatte dai suoi avvocati, fatti eleggere al parlamento e quindi stipendiati dallo stesso popolo che dovrebbe essere parte lesa e parte civile. Il popolo masochista invece applaude e gioisce. Il governo Prodi era stato votato per abolire le leggi vergogna, ma la maggioranza era troppo impegnata a litigare per un tozzo di visibilità finendo per lasciare le leggi ad personam insieme alla vergogna.
Tutti sono convinti che l'Unto Cerone tornerà al governo insieme ai suoi famigli, accompagnato da Previti e dagli alleluia della gerarchia ecclesiastica italo-vaticana. Precedono la processione inquisiti, mafiosi e condannati in primo, secondo e terzo grado. Per gli interdetti dai pubblici uffici Previti, Cuffaro, ecc.), si farà una leggina apposita per interdire i giudici dalla loro giurisdizione e cedere la giustizia ai familiari degli inquisiti fino al terzo grado di parentela. Si manda a casa Prodi per fare posto al senatore (prossimo) Cuffaro, uomo integerrimo e di specchiata virtù, certificata dall'autorità infallibile del vice papa, al secolo Casini Pierferdinando in Caltagirone, cristiano spocchioso di chiara moralità coniugale insieme al suo compagnuccio di merende, tal Gianfranco Fini: costoro, insieme al loro padrone e capo, cattolici dichiarati, urbi et orbi, amano tanto la famiglia da averne anche due sul modello poligamico arabo. Il parroco di Montecitorio, Mons. Fisichella, annuisce grato e congratulato. Costoro che hanno votato cristianamente in silenzio tutte le leggi immorali del governo Berlusconi, di cui, fino a ieri, dicevano peste e corna, oggi strisciano ai suoi piedi proni al bacio della sacra pantofola con la benedizione del santo padre e figli devoti, sotto la direzione del cerimoniere devoto Giuliano Ferrara.
Don Paolo Farinella"

Etichette: , , , ,

continua...

giovedì 31 gennaio 2008

LA REPUBBLICA DELLA BANANE


Il governo Prodi è caduto durante un'indegna seduta al Senato condita da sputi, bottiglie di champagne e fette di mortadella. Un epilogo inevitabile vista la maggioranza variegata sulla quale si reggeva. Pur di battere Berlusconi e C., Romano Prodi aveva capeggiato una coalizione con dentro di tutto (e di più!) che andava dal marxista-rivoluzionario Turigliatto (biografia) al ceppalonico Mastella (biografia), dal comunista Diliberto (biografia) al liberal-democratico Dini (biografia)…
Un’armata Brancaleone in disaccordo su tutto tranne che sull’anti berlusconismo e sulla brama di potere e poltrone.
La Sinistra dei “puri” della politica si è tirata dentro e legittimato, pur di vincere, personaggi banderuola la cui storia politica di trasformismo avrebbe dovuto mettere in guardia!
La Sinistra moderata e di governo si è ostinata a non voler capire che i punti di disaccordo con la Sinistra massimalista sono oramai pesanti come macigni e rendono impossibile la convivenza dentro la stessa maggioranza.
Su queste basi si è consegnato all’Italia un governo che non poteva governare perché bloccato ogni volta dai diktat o dai veti incrociati di qualche generale senza esercito…
Il testardo e poco lungimirante Prodi, pur di sedersi sulla poltrona di premier, ha ignorato il fatto che al Senato il centrosinistra aveva perso le elezioni e non aveva maggioranza politica.
Non ne ha voluto prendere atto, tirando dritto e rifiutando la proposta di Berlusconi di dar vita ad un governo di larghe intese per fare quelle riforme (in primis una nuova legge elettorale che assicuri una maggiore governabilità) delle quali il Paese ha estremo bisogno.
Ora la situazione è davvero compromessa.
Il Partito Democratico è in piena fase di costruzione organizzativa ed, ovviamente, il suo segretario Walter Veltroni, “l’uomo dei voltafaccia”, non vuole le elezioni, anche perché vorrebbe concorrere da solo e l’attuale legge elettorale è un handicap a causa della eccessiva frammentazione partitica a sinistra.
Il Centrodestra, fiutando l’odore del potere e delle poltrone, si è ricompattato istantaneamente attorno a Berlusconi che chiede a gran voce il il ritorno alle urne (Gdm): clamorose le retromarce dell’udicciota Pierferdy Casini (la Stampa) e dell’alleanzino Gianfranchino Fini (il Giornale), rientrati nei ranghi dopo gli strappi dei mesi scorsi ed ora tutti solidali col il loro leader.
Berlusconi, vittima (a suo dire) del Ribaltone del 1994 col tradimento di Dini, in verità è l’unico a mantenere una certa coerenza che ovviamente gli fa grande convenienza in questo momento politico: le elezioni, secondo tutti i sondaggi, vedrebbero, infatti, una vittoria larga del Centrodestra.
Nel frattempo l’ottuogenario presidente Giorgio Napolitano ha affidato al presidente del Senato Franco Marini l’arduo incarico di cercare una maggioranza istituzionale al Senato e formare un governo a tempo che faccia almeno la riforma della legge elettorale (QN).
In soccorso di Marini arriva la Rosa Bianca (Panorama) dei “Tabaccini” che si sono messi in testa di ricreare un partito di centro stile DC al fine di rompere l’attuale “bipolarismo muscolare”.
Anche Massimo D’Alema scende in campo proponendo il referendum elettorale ad aprile se Marini non ce la facesse (Corsera).
In Italia non si sa mai di preciso come si evolva il quadro politico, certo è che Marini avrà non poche difficoltà a trovare un numero di senatori sufficiente a garantirsi la fiducia.
Il governo Prodi avrebbe potuto in questi due anni provare a cambiare la legge elettorale riducendo anche l’esoso numero di parlamentari, avrebbe potuto approvare una seria legge sul conflitto d’interesse, avrebbe potuto approvare una nuova legge sulle comunicazioni assegnando ad EUROPA 7 le frequenze che RETE 4 occupa abusivamente da anni, avrebbe potuto riformare la Legge Maroni sul lavoro riducendo la precarietà, avrebbe potuto risolvere una volta per tutte la vicenda del carrozzone ALITALIA ed, invece, si è distinto solamente per il vergognoso Indulto ed ha smaronato per mesi gli italiani con polemiche accesissime su questioni tipo DICO o legge sull’Aborto.
Due anni di governo che il P.d.G. reputa fallimentari (ad eccezione delle piccole liberalizzazioni del Ministro Bersani) e che si spera convincano Prodi a ritirarsi definitivamente dalla politica.

Etichette: , , , , ,

continua...

mercoledì 21 novembre 2007

SILVIO FOREVER


Il Cavaliere Silvio Berlusconi con un colpo da teatro (galleria fotografica) ha spiazzato tutti (ad eccezione di Vittorio Feltri che in un articolo su Libero dell’8 settembre lo aveva "profeticamente" previsto): galvanizzato dalle milioni di firme (tarocche) raccolte dai Gazebo forzaitalioti, con un improvvisato comizio di piazza (San Babila a Milano, gremita da una folla festante), ha comunicato agli italiani lo scioglimento di Forza Italia e l’imminente nascita di un nuovo soggetto politico, che si chiamerà "il Popolo della Libertà" o "il Partito della Libertà" (è stato aperto un sondaggio on line sul sito di Forza Italia per lasciar decidere il popolo). A suo fianco la pasionaria “rossa” dei circoli della libertà Michela Vittoria Brambilla (biografia).
L’agiografo, ex comunista ed ex socialista, Giuliano Ferrara, stipendiato da il FOGLIO della moglie Veronica Lario, lo ha paragonato a MAO TSE TUNG (!), mentre l'amico di lungo corso Fedele Confalonieri addirittura a LENIN (!!!).
Di questo passo scatterà sicuramente il paragone con il
MUSSOLINI crepuscolare che a Milano arringa i soldati della RSI in piedi sulla torretta di un carro armato! Berlusconi ritorna alle origini del 1994, scioglie FORZA ITALIA che, dopo anni di improvvisazione, iniziava a strutturarsi come un vero partito e rigioca la carta del movimento (conferenza stampa).

Pare che abbia già contattato la Democrazia Cristiana (il sito della DC) di Giuseppe Pizza per poter utilizzare lo storico simbolo dello scudo crociato!
Si scaglia contro i parrucconi della politica (il Corriere), afferma che la politica è lontana dalla gente e dai suoi problemi, vuole che i giovani ritornino a fare politica e diventino classe dirigente.
Tutte cose condivisibilissime e giustissime, ma sorge spontanea una domanda che ovviamente nessun “giornalista” ha però il coraggio di rivolgere de visu al Cavaliere. Ma Berlusconi fino a ieri ha vissuto su Marte o non è da 13 anni il leader incontrastato dello schieramento di Centrodestra? Non è stato per ben due volte Presidente del Consiglio?
Il Cavaliere cavalca l’onda dell'indignazione popolare contro i costi della politica, ma dimentica che c’era la «sua» maggioranza al Senato quando i costi sono cresciuti del 39% oltre l’inflazione e c’era lui a Palazzo Chigi quando il governo spendeva 65 milioni di euro in un anno per voli di Stato. Dove governa il Centrodestra (Comuni, Province, Regioni) la tanto strombazzata efficienza ed efficacia aziendalistica rimane un miraggio.

Berlusconi si erge a difensore del libero mercato e della concorrenza, quando poi è il protagonista del più grande monopolio economico - televisivo - mediatico del mondo occidentale
Il Cavaliere chiede un’altra volta alla gente di affidargli il futuro del paese, promettendo di essere l’artefice di un nuova stagione per la politica italiana... proprio lui che a 71 anni suonati è già stato alla guida del governo poco meno di De Gasperi o Andreotti ma già oltre un anno più di Fanfani, due più di Craxi, tre più di Rumor?
Il Partito Azienda, da lui fondato e guidato, ha dato spazio ai giovani soltanto nella prima ora (quando nessuno credeva nell’impresa e voleva candidarsi), diventando progressivamente il rifugio di tanti "professionisti e riciclati" della politica contro i quali il Cavaliere lancia poi populisticamente i propri strali: ai vertici della classe dirigente ufficiale e non di Forza Italia spiccano, infatti, i nomi dell’ex comunista Sandro Bondi (classe 1959), di Gianfranco Miccichè (classe 1954), dell’ex democristiano Renato Schifani (classe 1950), di Letizia Moratti (classe 1949), dell’ex democristiano Claudio Scajola (classe 1948), di Giulio Tremonti (classe 1947), dell’ex socialdemocratico Carlo Vizzini (classe 1947), di Marcello dell’Utri (classe 1941), di Paolo Bonaiuti (classe 1940), dell’ex socialista Fabrizio Cicchitto (classe 1940), di Gianni Letta (classe 1935), dell’ex liberale Alfredo Biondi (classe 1928) e Don Gianni Baget Bozzo (classe 1925). Tra i non più giovani spiccano Stefania Prestigiacomo (classe 1966) e la conduttrice televisiva Gabriella Carlucci (classe 1959).
Ed ecco, infatti, tirar fuori dal cilindro del prestigiatore il volto nuovo della Brambilla con la chiara mossa di marketing politico dei Circoli della libertà, per far credere che sia nato qualcosa di nuovo nell'asfittico e desolante panorama politico italiano.
Già il poderoso apparato televisivo e giornalistico è stato messo in movimento per supportare questa operazione di maquillage politico: inizierà inesorabile l’ostracismo nei confronti dell’ex alleato Gianfranco Fini e degli alleanzini nazionali che rimarrano fedeli al proprio segretario e la sovraesposizione mediatica del movimento “la Destra”
(il sito) di Storace e della Santanchè che hanno giurato fedeltà incondizionata al Cavaliere (il Giornale).
Il Partito dei Giovani da tempo ha capito chi è Silvio Berlusconi: un oramai anziano imprenditore che scese in campo, prima che fosse troppo tardi, in difesa (dal suo punto di vista legittimamente) di se stesso e dei propri interessi economici, derivanti da un monopolio legittimato dallo Stato italiano grazie all’influente amicizia di Bettino Craxi
(biografia).
Riuscito nell’impresa di sconfiggere la gioiosa macchina da guerra dei Progressisti di Achille Occhetto
(biografia) nel 1994, da quel momento ha pesantemente condizionato (in peggio) il modo di far politica in Italia con il suo Partito Azienda formato da yes men.
Gli alleati sono stati ridotti a ruoli di subalterni ed eterni aspiranti al trono, mentre la sinistra democratica ha rincorso Berlusconi proprio sul terreno della politica spettacolo negli stucchevoli "salotti" catodici.
FORZA ITALIA è stato un movimento privo di contenuti che quando ha governato non ha prodotto nulla di significativo, se non disastri e leggi ad personam per salvare il monopolio di Berlusconi ed i suoi amici.

In questi tredici anni l’Italia è sprofondata nel baratro dell’insicurezza e della rassegnazione, il suo apparato industriale è stato smantellato così come la magistratura, portata alla paralisi organizzativa ed amministrativa.
Purtroppo Berlusconi non ha nessuna intenzione di ritirarsi a vita privata, condizionando sempre più geriatricamente il quadro politico-istituzionale del Paese.

LA RISPOSTA PUO' ESSERE SOLTANTO UNA: DARE FORZA AL P.d.G.!!!

Etichette: , ,

continua...